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Scuola Infanzia

  scuola dell’infanzia                                 

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                 CAMPI DI ESPERIENZA

 Il concetto di campo di esperienza è stato introdotto dagli Orientamenti del 1991 per delineare settori specifici di competenza, definiti "i diversi ambienti del fare e dell'agire del bambino e quindi i settori specifici ed individuabili di competenza nei quali il bambino conferisce significato alle sue molteplici attività, sviluppa il suo apprendimento, acquisendo anche le strumentazioni linguistiche e procedurali, e persegue i suoi traguardi formativi, nel concreto di una esperienza che si svolge entro i confini definiti e con il costante suo attivo coinvolgimento". Il termine "campo" ricorda la teoria del campo di Kurt Lewin che lo definì come "la totalità di fatti coesistenti che sono concepiti come mutualmente interdipendenti". Dal 1991 al 2012 i nomi dei diversi campi e il loro numero è cambiato varie volte, come da tabella:

Orientamenti ‘91

Indicazioni 2004

Indicazioni  2007

Indicazioni 2012

Il corpo e il movimento

Il sé e l’altro

Il sé e l’altro

Il sé e l’altro

I discorsi e le parole

Corpo movimento e salute

Il corpo in movimento

Il corpo e il movimento

Lo spazio, l’ordine e la misura

Fruizione e produzione di messaggi

Linguaggi, creatività espressione

Immagini, suoni, colori

Le cose il tempo e la natura

Esplorare conoscere e progettare

I discorsi e le parole

I discorsi e le parole

I messaggi, le forme e i media

 

La conoscenza del mondo

La conoscenza del mondo

Il sé e l’altro

     

Se nelle Indicazioni per il curricolo per la scuola dell'infanzia e per il primo ciclo d'istruzione del 2007 i campi di esperienza sono "luoghi del fare e dell’agire del bambino orientati dall'azione consapevole degli insegnanti e introducono ai sistemi simbolico-culturali" nelle Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell'infanzia e del primo ciclo d'istruzione del 2012 diventano "un insieme di oggetti, situazioni, immagini e linguaggi, riferiti ai sistemi simbolici della nostra cultura, capaci di evocare, stimolare accompagnare apprendimenti progressivamente più sicuri".

Ma cosa si intende, praticamente, con l'espressione campo di esperienza?

"Anzitutto, uno spazio circoscritto dell'esperienza culturale umana, in cui si attivano particolari comportamenti evocati dalle parole e dagli altri segni utilizzati per comunicare. Le espressioni verbali e i segni (i codici simbolico-culturali)...attivano immagini, ricordi, conoscenze sui fenomeni; evocano vissuti, modi di fare, procedure per trovare soluzioni... Il campo di esperienza è uno strumento molto utile per organizzare le attività di insegnamento/apprendimento. All'interno del campo di esperienza, negli Orientamenti del '91 in modo più esplicito, nei successivi programmi in modo sottinteso, troviamo le coordinate specifiche dei sistemi simbolico culturali che vi appartengono: obiettivi, metodi, dimensioni di sviluppo del bambino, strategie privilegiate, traguardi di sviluppo della competenza..." (tratto dalla rivista "Scuola dell'Infanzia").

Un campo di esperienza è quindi il vissuto del bambino nelle sue manifestazioni comportamentali, comunicativerelazionali, il suo modo di approcciare le situazioni, ma al tempo stesso è anche il vissuto dell’insegnante e il contesto entro cui le esperienze si svolgono. Il campo è un concetto dinamico in cui le parti coinvolte (bambino, docente e contesto) si trasformano reciprocamente, si arricchiscono, si evolvono.

“Siamo protagonisti, noi insegnanti e i bambini, nel mondo che ci circonda e in quel paese degli incontri possibili che è la scuola; siamo elementi costituivi dei campi di esperienza come i sistemi simbolico culturali, i linguaggi, che non avrebbero modo di esistere e di evolvere senza di noi. I campi di esperienza dipendono anche da noi, che diamo loro modo di espandersi, di manifestarsi. In questo senso, come dice Bruner, siamo impegnati a fare significato, attraverso l’interazione attiva con i linguaggi della cultura; la scuola è una comunità di apprendimento nella quale si verifica uno scambio continuo di conoscenze e di idee, di aiuto reciproco, di collaborazione e condivisione, di negoziazione di significati, di scambio di ruoli, con ampie possibilità di riflettere su quanto vissuto individualmente e in gruppo” (tratto dalla rivista Scuola dell’infanzia).

Così come le discipline anche i campi di esperienza non possono essere isolati, sganciati uno dall'altro; ciò premesso dobbiamo tener presente che ogni volta che progettiamo un'attività, che deriva necessariamente dai bisogni dei bambini e dalle loro potenzialità, può verificarsi che un campo sia predominante e qualche altro trasversale, in virtù del fatto che ciò che ci circonda è un insieme dinamico di elementi interagenti.

Traguardi per lo sviluppo delle competenze al termine della scuola dell’infanzia

 

Conoscenza del mondo

 

Il bambino raggruppa e ordina oggetti e materiali secondo criteri diversi, ne identifica alcune proprietà, confronta e valuta quantità; utilizza simboli per registrarle; esegue misurazioni usando strumenti alla sua portata.

Sa collocare le azioni quotidiane nel tempo della giornata e della settimana.

Riferisce correttamente eventi del passato recente; sa dire cosa potrà succedere in un futuro immediato e prossimo.

Osserva con attenzione il suo corpo, gli organismi viventi e i loro ambienti, i fenomeni naturali, accorgendosi dei loro cambiamenti.

Si interessa a macchine e strumenti tecnologici, sa scoprirne le funzioni e i possibili usi.

Ha familiarità sia con le strategie del contare e dell’operare con i numeri sia con quelle necessarie per eseguire le prime misurazioni di lunghezze, pesi, e altre quantità.

Individua le posizioni di oggetti e persone nello spazio, usando termini come avanti/dietro, sopra/sotto, destra/sinistra, ecc; segue correttamente un percorso sulla base di indicazioni verbali.

Il sé e l’altro

Il bambino gioca in modo costruttivo e creativo con gli altri, sa argomentare, confrontarsi, sostenere le proprie ragioni con adulti e bambini.

Sviluppa il senso dell’identità personale, percepisce le proprie esigenze e i propri sentimenti, sa esprimerli in modo sempre più adeguato.

Sa di avere una storia personale e familiare, conosce le tradizioni della famiglia, della comunità e le mette a confronto con altre.

Riflette, si confronta, discute con gli adulti e con gli altri bambini e comincia e riconoscere la reciprocità di attenzione tra chi parla e chi ascolta.

Pone domande sui temi esistenziali e religiosi, sulle diversità culturali, su ciò che è bene o male, sulla giustizia, e ha raggiunto una prima consapevolezza dei propri diritti e doveri, delle regole del vivere insieme.

Si orienta nelle prime generalizzazioni di passato, presente, futuro e si muove con crescente sicurezza e autonomia negli spazi che gli sono familiari, modulando progressivamente voce e movimento anche in rapporto con gli altri e con le regole condivise.

Riconosce i più importanti segni della sua cultura e del territorio, le istituzioni, i servizi pubblici, il funzionamento delle piccole comunità e della città.

 

Il corpo e il movimento

Il bambino vive pienamente la propria corporeità, ne percepisce il potenziale comunicativo ed espressivo, matura condotte che gli consentono una buona autonomia nella gestione della giornata a scuola.

Riconosce i segnali e i ritmi del proprio corpo, le differenze sessuali e di sviluppo e adotta pratiche corrette di cura di sé, di igiene e di sana alimentazione.

Prova piacere nel movimento e sperimenta schemi posturali e motori, li applica nei giochi individuali e di gruppo, anche con l’uso di piccoli attrezzi ed è in grado di adattarli alle situazioni ambientali all’interno della scuola e all’aperto.

Controlla l’esecuzione del gesto, valuta il rischio, interagisce con gli altri nei giochi di movimento, nella musica, nella danza, nella comunicazione espressiva.

Riconosce il proprio corpo, le sue diverse parti e rappresenta il corpo fermo e in movimento.

 

Immagini, suoni, colori

 

Il bambino comunica, esprime emozioni, racconta, utilizzando le varie possibilità che il linguaggio del corpo consente.

Inventa storie e sa esprimerle attraverso la drammatizzazione, il disegno, la pittura e altre attività manipolative; utilizza materiali e strumenti, tecniche espressive e creative; esplora le potenzialità offerte dalle tecnologie.

Segue con curiosità e piacere spettacoli di vario tipo (teatrali, musicali, visivi, di animazione …); sviluppa interesse per l’ascolto della musica e per la fruizione di opere d’arte.

Scopre il paesaggio sonoro attraverso attività di percezione e produzione musicale utilizzando voce, corpo e oggetti.

Sperimenta e combina elementi musicali di base, producendo semplici sequenze sonoro-musicali.

Esplora i primi alfabeti musicali, utilizzando anche i simboli di una notazione informale per codificare i suoni percepiti e riprodurli.

 

I discorsi e le parole

Il bambino usa la lingua italiana, arricchisce e precisa il proprio lessico, comprende parole e discorsi, fa ipotesi sui significati.

Sa esprimere e comunicare agli altri emozioni, sentimenti, argomentazioni attraverso il linguaggio verbale che utilizza in differenti situazioni comunicative.

Sperimenta rime, filastrocche, drammatizzazioni; inventa nuove parole, cerca somiglianze e analogie tra i suoni e i significati.

Ascolta e comprende narrazioni, racconta e inventa storie, chiede e offre spiegazioni, usa il linguaggio per progettare attività e per definirne regole.

Ragiona sulla lingua, scopre la presenza di lingue diverse, riconosce e sperimenta la pluralità dei linguaggi, si misura con la creatività e la fantasia.

Si avvicina alla lingua scritta, esplora e sperimenta prime forme di comunicazione attraverso la scrittura, incontrando anche le tecnologie digitali e i nuovi media.

DENOMINAZIONE

DESCRIZIONE

OBIETTIVO DI PROCESSO

Inglese ludico1

Prima alfabetizzazione lingua inglese

per alunni di 3, 4, 5, anni Scuola Infanzia

Avvicinare gli alunni allo studio

dell’inglese mediante un approccio ludico

Musica2

Primo approccio all’educazione musicale attraverso attività ludiche per alunni di 3, 4, 5, anni Scuola Infanzia

Avviare gli alunni alla pratica musicale per contribuire in modo significativo           alla                              crescita

complessiva dei bambini.

Psicomotricità3

Primo approccio all’educazione fisica attraverso attività ludiche per alunni di 3, 4, 5, anni Scuola Infanzia

Avviare gli alunni alla pratica sportiva per contribuire in modo significativo allo sviluppo corporeo

armonico e coordinato.

  • Il progetto, realizzato da un esperto esterno, è facoltativo e prevede il contributo delle famiglie.
  • Il progetto, realizzato da un esperto esterno, è facoltativo e prevede il contributo delle famiglie.
  • Il progetto, realizzato da un esperto esterno, è facoltativo e prevede il contributo delle famiglie.

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